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Tipologie di Intervento

Tipologia di Intervento

Art. 9 REC Opere soggette a concessione edilizia :

1. nuove costruzioni a qualsiasi uso destinate, da realizzarsi sia con metodi costruttivi tradizionali, sia con l’uso di metodi di prefabbricazione totale o parziale, con sola esclusione di quelli indicati dall’art. 5 della L.R. 37/85;
2. ampliamenti, riduzioni, demolizioni con contemporanea ricostruzione, trasformazioni strutturali e/o estetiche, sia all’interno che all’esterno di manufatti esistenti, e sia che prospettino su suolo pubblico o privato;
3. interventi restauro e risanamento conservativo (come definiti dall’art. 20, L.R. 71/78, lett. c);
4. opere di ristrutturazione edilizia ed urbanistica , come definiti dall’art. 20, L.R. 71/78, lett. d) ed e);
5. installazione di attrezzature e impianti produttivi e tecnologici industriali, artigianali e agricoli, salvo i casi di autorizzazione di cui all’art. 5 della L.R. 37/85;
6. costruzione di impianti sportivi e relative attrezzature;
7. realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale da parte di Enti pubblici, privati e/o misti istituzionalmente preposti;
8. realizzazione di opere in attuazione di norme o provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità;
9. costruzione e/o installazione di opere non costituenti pertinenze o impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti (installazione di capannoni, ponti e impianti tubolari e sospesi o similari, silos, concimaie, tettoie, pensiline e porticati, ecc.);
10. opere e costruzioni relative all’apertura e coltivazione delle cave e torbiere;
11. impianti ed accessori per lo sfruttamento delle acque minerali e termali;
12. occupazioni di suolo mediante deposito di materiali o esposizioni di merci a cielo libero, qualora interessino immobili sottoposti ai vincoli delle leggi 1089/1939 e 1497/1939;
13. opere di demolizione di edifici o di unità immobiliari, rinterri e scavi che non riguardano la coltivazione di cave e torbiere, qualora interessino immobili sottoposti ai vincoli delle leggi 1089/1939 e 1497/1939;
14. opere costituenti pertinenze o impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti, qualora interessino immobili sottoposti ai vincoli delle leggi 1089/1939 e 1497/1939;
15. costruzione e modificazione di cappelle ed edicole.

Art. 10 REC Opere soggette ad autorizzazione edilizia :

1. Interventi di manutenzione straordinaria e di restauro conservativo, così come definiti dall’art. 20, L.R. 71/78, lett. b) e c);
2. opere costituenti pertinenze o impianti tecnologici al servizio di edifici esistenti;
3. cambio di destinazione d’uso di immobili esistenti ove compatibile con i caratteri della zona omogenea ove essi ricadono;
4. impianto di prefabbricati ad una sola elevazione non adibiti ad uso abitativo;
5. la realizzazione, restauro, modifica, demolizione, ricostruzione di cancelli e recinzioni, se di altezza non superiore a metri 3,00;
6. la realizzazione, restauro, modifica, demolizione, ricostruzione di muri di cinta e/o sostegno, purché non superino l’altezza di metri 2,00 , con esclusione dei fondi rustici;
7. la posa in opera di tende, qualora aggettino su spazi pubblici o aperti al pubblico transito;
8. demolizioni;
9. coloriture, decorazioni di edifici e manufatti esistenti;
10. tettoie aggettanti sullo spazio pubblico o privato;
11. la realizzazione di depositi di materiali e la esposizione di merci a cielo libero con esclusione di quelli che avvengono per esigenze funzionali nell’ambito delle pertinenze dei lotti degli impianti produttivi;
12. l’escavazione di pozzi e le strutture ad essi connesse nei casi in cui non sono soggetti a concessione edilizia;
13. la costruzione di strade interpoderali e/o vicinali;
14. rinterri e scavi che non riguardano la coltivazione di cave o torbiere;
15. costruzione di serre se finalizzate alla produzione e commercializzazione di prodotti agricoli (ortaggi, floricoltura, ecc.), nelle zone agricole indicate nel PRG;
16. le opere esterne necessarie per adeguare gli esercizi pubblici esistenti alle norme relative alla eliminazione delle barriere architettoniche;
17. frazionamenti di unità immobiliari, edilizia funeraria e monumenti funerari in genere con esclusione delle opere per le quali è prevista la concessione;
18. l’apposizione, rimozione, modifica, di corpi illuminanti, monumenti, lapidi, statue o pezzi d’arte esposti alla vista del pubblico, vetrine, insegne, iscrizioni, targhe, tabelle, cartelli pubblicitari, cartelli segnaletici recanti indicazioni a carattere privato;
19. le occupazioni di suolo pubblico;
20. gli allacciamenti alle reti di fognatura comunale, dell'acquedotto, del gas, dell'energia elettrica, ecc.; opere necessarie per l'adeguamento degli scarichi di insediamenti civili che non recapitino in pubbliche fognature; l'abbattimento di alberi di alto fusto esistenti nei giardini o nei complessi alberati privati; l'esecuzione di lavori e depositi su strade comunali o private soggette a pubblico transito, nonché lo scarico delle acque nei relativi fossi, con l'osservanza delle norme di tutela delle strade e ferma restando la necessità dell'autorizzazione da parte degli Enti proprietari per analoghi lavori da eseguire nelle strade provinciali e statali; la costruzione di passi carrabili su strade e piazze pubbliche e private soggette a pubblico transito; l'apposizione da parte di Enti pubblici e di privati, di manufatti mobili quali cabine, baracche, box ecc., a carattere temporaneo o permanente.
21. chioschi di vendita (di giornali, fiori, tabacchi, bibite, gelati, carburanti, ecc.).

L’istanza per l’autorizzazione del Dirigente UTC ad eseguire i lavori si intende accolta qualora lo stesso non si pronunci nel termine di sessanta giorni dalla presentazione della stessa. In tal caso il richiedente può dare corso ai lavori previa comunicazione al Dirigente UTC.
L’autorizzazione non comporta gli oneri previsti dall’art. 3 della L. n. 10/77, salvo i casi di cui all’art. 10, L.R. 37/85 (cambio di destinazione d’uso compatibile con i caratteri della zona omogenea d’intervento).
Viene fatto salvo il ricorso alla semplice denuncia d’inizio attività (D.I.A.), ai sensi delle presenti norme di attuazione e dell’art. 1, commi 6, 7, 8, 9 e 10, della Legge 443/01 come recepito dall’art. 14 della L.R. 2/02.

Art. 10 bis REC Opere soggette a denuncia inizio attività (D.I.A.)

1. Gli interventi edilizi minori, di cui all’art. 4, comma 7, D.L. n. 398/93 :
• Opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
• Opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti consistenti in rampe o ascensori esterni, ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
• Recinzioni, muri di cinta e cancellate;
• Aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumetria;
• Opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche della sagoma e dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica dell’immobile e, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A di cui all’art. 2 del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 2/04/68, pubblicato nella G.U. n. 97 del 16/4/1968, non modifichino la destinazione d’uso;
• Revisione o installazione di impianti tecnologici al servizio di edifici o di attrezzature esistenti e realizzazione di volumi tecnici che si rendano indispensabili, sulla base di nuove disposizioni;
• Varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d’uso e la categoria edilizia e non alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione edilizia;
• Parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto su cui insiste il fabbricato.
2. Le ristrutturazioni edilizie, comprensive della demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria
e sagoma. Ai fini del calcolo della volumetria non si tiene conto delle innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica.
3. Gli interventi ora sottoposti a concessione, se sono specificatamente disciplinati da piani attuativi che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal consiglio comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti. Relativamente ai piani attuativi che sono stati approvati anteriormente all’entrata in vigore della presente legge, l’atto di ricognizione dei piani di attuazione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli interessati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani attuativi con le caratteristiche sopra menzionate.
4. I sopralzi, le addizioni, gli ampliamenti e le nuove edificazioni in diretta esecuzione di idonei strumenti urbanistici diversi da quelli indicati al punto 3, ma recanti analoghe previsioni di dettaglio.
5. Il recupero abitativo dei sottotetti, delle pertinenze dei locali accessori e dei seminterrati, attraverso interventi edilizi di cui alle norme per il contenimento del consumo di nuovo territorio come formulate all’art. 18 della L.R. 16/4/2003, n. 4.

Art. 11 REC Opere non soggette a concessione, autorizzazione, comunicazione o denuncia d’inizio
attività (D.I.A.) :

a) manutenzione ordinaria degli edifici di cui alla lett. a) dell'art.20 della L.R. n. 71/78 e secondo quanto previsto dalle norme di attuazione del P.R.G. purché non contrasti con le leggi vigenti;
b) recinzioni di fondi rustici con muratura in elevazione non superiore a ml. 2,00;
c) strade poderali;
d) opere di giardinaggio, risanamento e sistemazione dei suoli agricoli anche se occorrono strutture murarie;
e) costruzione di serre, purché non finalizzate alla produzione e commercializzazione di prodotti agricoli (ortaggi, floricoltura, etc.), solo nelle zone agricole del PRG espressamente indicate;
f) cisterne interrate ed opere connesse;
g) opere di smaltimento delle acque piovane;
h) opere di presa e distribuzione di acque di irrigazione da effettuarsi in zone agricole.

Opere soggette a comunicazione ai sensi dell’art. 9 L.R. n. 37/85

• Ampliamenti delle unità immobiliari all’interno della costruzione;
• Realizzazione e consolidamento di scale interne;
• Realizzazione di finestra o porta/finestra che sporga su cortile interno;
• Eliminazione o spostamento di pareti divisorie;
• Realizzazione ex novo e/o integrazione di servizi igienici all’interno dell’u.i.;
• Realizzazione ex novo e/o integrazione degli impianti tecnologici (caldaie a gas, serbatoi idrici, ecc.)
• Rampe ed opere di limitata entità per l’eliminazione di barriere architettoniche;
• Spostamento di cancelli;
• Chiusura, con strutture precarie, di balconi e verande non prospicienti pubbliche vie o piazze;
• Installazione di ascensori e relativo vano corsa, da realizzare all’interno di corpi scala esistenti;
• Realizzazione servo-scala o piattaforma elevatrici all’interno delle unità immobiliari, per portatori di handicap;
• Realizzazione di terrazzini incassati nei sottotetti (superficie max di mq. 6,00);
• Rifacimento del manto e della orditura dei tetti;
• Tende da sole;
• Realizzazione di soppalchi non abitabili;
• Piccoli interventi strutturali (sostituzione di un solaio interno, di una scala interna, ecc.;
• Variazione dell’ubicazione delle aree esterne a parcheggio;
• Diversa sistemazione degli spazi privati esterni all’edificio;
• Canne fumarie, previo Nulla Osta del condominio el ’autorizzazione della competente AUSL;
• Muri “ di gelosia” sulla terrazza (altezza massima ml. 2,00)
• Realizzazione di aperture nelle falde dei sottotetti;
• Realizzazione di tramezzature per la divisione di sottotetti e di cantinati;

Opere soggette a comunicazione ai sensi dell’art. 20 L.R. n. 4/2003

Comma 1 : chiusura di terrazze di collegamento e/o copertura di spazi interni con strutture precarie, ferma restando l’acquisizione preventiva del nulla-osta da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali nel caso di immobili soggetti a vincolo ed il versamento di € 50,00 per ogni metro quadrato di superficie sottoposta a chiusura con struttura precaria.

Comma 3: chiusura di verande o balconi con strutture precarie come previsto dall’art. 9 L.R. 37/85,
(occorre effettuare il versamento di € 25,00 per ogni metro quadrato di superficie chiusa) e per gli immobili soggetti a vincolo occorre acquisire preventivamente il nulla-osta della Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali.

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